Tre cammini e veglia per la pace 2025
Sabato 20 settembre 2025 si è svolta la terza camminata per la pace verso l’Abbazia di Rosazzo.
Con partenza da tre località diverse ai piedi del colle S. Caterina a Manzano, i partecipanti hanno percorso i sentieri che si snodano tra prati e vigneti, sostando nelle chiesette del percorso, o in radure che sembravano dei luoghi dello Spirito.
Il passo di ciascuno ha trovato senso nella comunione con quello degli altri, nell’armonia di un paesaggio agreste che già da sè parlava di pace nel creato.
All’inizio del cammino è stato dato a ciascuno un foglio con il nome di un bambino o di una bambina: uno/a dei più di 20.000 uccisi a Gaza in questi 2 anni. Di loro non abbiamo sentito che dei numeri. I numeri non sono volti, non sono storie, mettono tutti in un mucchio indistinto. “Adottare” solo uno dei nomi di questi bambini, portarlo con noi mentre salivamo all’abbazia, cullarlo ai nostri passi, pregare per la sua vita spezzata… E’ stato tentare di dare dignità e umanità a dei piccoli innocenti uccisi.
Lungo il percorso, ogni sosta ha portato con sé un dono particolare: un volontario di Emergency ci ha parlato delle attività fatte, in Italia e nei Paesi in guerra.
La riflessione che è stata letta, dell’arcivescovo di Napoli mons. Domenico Battaglia, ha richiamato al ruolo che ogni persona di buona volontà può svolgere per la pace: ai governanti la preghiera accorata a riconoscere che il risultato del riarmo è disumanità. Ai cristiani assumere la radicalità del Vangelo, ed a stare di fronte alla realtà della carne ferita, delle vite spezzate. “Il Vangelo chiede scelta netta: costruttori di vita o complici del male. Terze vie non esistono.”
Il passo finale è stata la veglia in Abbazia.
Ciò che è accaduto in quei momenti è stato autenticamente sacro: non per gli edifici che ci hanno ospitato, ma per l’incontro. Abbiamo riconosciuto la forza dello Spirito negli abbracci tra credenti anche di paesi e di tradizioni diverse, nella scelta di tanti laici di condividere il cammino come segno di responsabilità comune.
La testimonianza di volontari del MoVI e del MEAN (Movimento Europeo per l’Azione Nonviolenta ci hanno mostrato che esistono passi da compiere, esperienze di resistenza. Confermato che lavorare per avvicinare pace è possibile, anche se le vie sono fragili e incerte. Ma già Gesù l’aveva detto: Gli uomini di questo mondo , nei loro rapporti con gli altri, sono più astuti dei figli della luce”. Sta dunque a noi prendere sul serio, con creatività e coraggio, l’impresa di restare umani.
Quei cammini di pace ce l’hanno ricordato: camminare insieme è possibile. Ed è forse l’unico modo per aprire un futuro diverso.

